Google acquisisce Admob

C’è qualcosa di catartico nella recente acquisizione di Admob ad opera di Big G:

catartico perché la stessa Admob, fondata nel 2006, in tempi non sospetti, sembra aver raggiunto la propria consacrazione solo dopo essere stata fagocitata dal gigante – buono? – della New Economy (vi invito a leggere il commento del suo fondatore qui);

e catartico perché sembra che con questa operazione finanziaria Google abbia definitivamente sdoganato il settore del Mobile Internet, ponendolo per un istante, eterno, sotto i riflettori del mondo.

Infatti, nonostante dati e ricerche corroborino la crescita inarrestabile del mercato del mobile Internet, il settore non sembra avere ancora riscosso l’attenzione che merita, ad eccezione, forse, di quella degli addetti ai lavori (gli operatori della filiera) e dei ricercatori (in questo senso – concedetemelo, siamo stati dei pionieri, in Italia, con lo start up di MediaCom Mobile, nel 2007).

E allora ci pensa Google a mettere tutti d’accordo, sciorinando, tra i tanti fattori che hanno portato a compimento l’acquisizione, 2 dati:
come si legge nel comunicato ufficiale dell’azienda di Mountain View, gli utenti Android e Iphone hanno aumentato di 5 volte il volume di ricerche su Google da dispositivi mobili e gli stessi utenti di questi sistemi operativi spendono circa 90 minuti al giorno nella navigazione del mobile internet.

D’altra parte, la stessa Admob, nel suo report mensile (scaricabile qui), certifica la crescita del Mobile Internet in modo perentorio. Ecco il grafico che riassume il trend aggiornato al mese di ottobre:

A ciò potremmo aggiungere che il 13% dei possessori di cellulare Italiani dichiara di aver navigato da mobile, il mercato delle applicazioni è in costante crescita, i contenuti mobile, sebbene in lieve diminuzione rispetto al 2008, rappresentano ancora un comparto trainante (valgono quanto la pubblicità online…), e così via.

In sintesi, con questa acquisizione, Google compie l’ultimo passo di una strategia che veicolerà l’azienda ad esercitare uno strapotere anche nel mondo della pubblicità sui device mobili.
E riesce nell’intento grazie ad una piattaforma che, lato inserzionista, è semplice e usabile: molto simile, con le dovute proporzioni, ad Adwords degli esordi. E per questo, e non solo, ad elevetassimo potenziale

In sostanza, il lancio di Android, sistema operativo sposato dai principali produttori di telefonia, open source e, a detta dei più, usabile e sicuro, (che detiene, tra l’altro, l’11% del traffico internet, a livello mondiale), la diffusione di Adsense sui siti mobile e, il recente rilascio di Adsense per le applicazioni, offrono all’azienda di Mountain View una posizione di indubbio vantaggio rispetto ai principali competitor.

Competitor che latitano e sembrano non aver percepito la strabordante crescita del mercato, autorelegandosi ai margini del settore e offrendo a Telco e Big G la possibilità di sfruttare le opportunità del mobile web, del mobile content, dei servizi pubblicitari futuri basati sulla geolocalizzazione e, in generale, i nuovi servizi a valore aggiunto, accessibili grazie all’evoluzione del segmento Smartphone.

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